Atena e la digitalizzazione

Tra Atena e digitalizzazzione la parola chiave è una sola: integrazione

Se dovessimo individuare il punto focale del seminario organizzato da Atena a Carrara la scelta ricadrebbe proprio sull’integrazione. Una formula che si applica a spettri diversi, dalla gestione delle flotte alla sinergia tra meccanica ed elettronica a bordo.

Atena ci ha abituati a stimolare i gangli nevralgici della tecnologia applicata alla nautica. Al Seatec ha orientato il suo contributo sul tema ‘Digitalizzazione ed integrazione dei sistemi di bordo’. L’arringa di apertura di Paolo Mazzucchelli, di Navigazione Laghi (Ente Governativo, istituito con Legge n.614/57, che gestisce la mobilità nei territori dei laghi Maggiore, di Garda e di Como), ha riguardato i sistemi Avl, sigla di Automatic vehicle localization. Un approccio che si riflette anche sulla manutenzione predittiva.

Fondamentalmente il sistema Avl consente di: conoscere costantemente la posizione dei mezzi; rilevare difformità, ritardi o anticipi sui piani di viaggio; segnalare emergenze e blocchi del traffico ai mezzi in zona; pianificare i viaggi in funzione di ritardi, anticipi, emergenze; segnalare a utilizzatori e/o clienti ritardi sugli orari pianificati; verificare il rispetto delle tabelle di marcia e di sosta; individuare i mezzi più vicini ad una determinata area; analizzare statisticamente a posteriori l’andamento del movimento mezzi. Tutte qualità di cui ormai è difficile fare senza.

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Spazio anche all’Automatic Vehicle Monitoring

L’attenzione si è spostata anche verso i ‘quasi omonimi’ sistemi Avm, cioè Automatic Vehicle Monitoring, che intervengono su attività quali: conoscere parametri operativi tecnici (livello carburante, livello olio, ecc.); conoscere parametri e stati fisici a bordo (temperatura sale, temperatura celle frigorifere, ecc.); conoscere lo stato dinamico dei mezzi (fermo/in moto, velocità, accelerazione, ecc.); rilevare anomalie dei parametri controllati, segnalarle mediante allarmi e comunicarle al conducente del mezzo; ricevere segnalazioni di emergenza a bordo, inviate dal comandante o da sistemi automatici di rilevamento alla centrale operativa di riferimento; visualizzare e registrare in tempo reale riprese delle telecamere di bordo in caso di emergenze.

Sandro Stefani, docente sistemi automazione navale per il Faimm di Genova, ha voluto sottolineare quali siano i principali driver che guidano la digitalizzazione navale e quindi la creazione di una ‘smart ship’. In particolare: sicurezza, tecnologia, rischio, sostenibilità e costo. Fattori imprescindibili per creare una nave intelligente che offra servizi quali un costante monitoraggio, sia in locale che da remoto, delle condizioni e delle operazioni di bordo, fino ad approdare ad un completo sistema autonomo in grado di autogestirsi.

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Alcune soluzioni sono già operative

Alcune nuove tecnologie in questo senso sono già in circolazione. Tra gli esempi emersi durante la conferenza: Lidar (Laser imaging detection and ranging): radar con tecnologia laser con capacità di distinguere navi di diverse dimensioni. Tecnologia 5G per determinare la posizione della nave (comunicazione dati e voce). OneNet: nuovo standard per collegare in rete i dispositivi di bordo. Per ricoprire funzioni sempre più fondamentali quali: sistemi di docking automatico non assistito. Sistemi di anticollisione basati su telecamere a Realtà Aumentata in grado di visualizzare e tracciare anche bersagli di dimensioni ridotte e diagnostica remota.

integrazione

«Le moderne navi sono sempre più ‘contenitori di tecnologie avanzate’ che richiedono un approccio integrato all’operatività. Il ruolo degli ufficiali si sposta sempre più da quello di ‘operatore’ a quello di ‘gestore di risorse’ che deve essere capace di analizzare e valutare grandi quantità di dati per assicurare una condotta sicura ed efficiente della nave. Questo è particolarmente importante nel caso di avaria del sistema di controllo automatico e, quindi, della capacità da parte dell’Ufficiale di riportare in porto la nave».

Andrea Piccione, di Volvo Penta, ha sottolineato il ruolo di Volvo come consulente globale. L’integrazione è infatti la cifra tecnica e stilistica: dalla propulsione agli stabilizzatori, dall’interfaccia al post-trattamento, nella possibile direzione di fornire consulenze ai cantieri anche sulle carene.