La Francia tenta di “salvare” i diesel Euro 6D-Temp

Diesel Euro 6D-Temp come i benzina. La Francia tenta di adeguare i bollini antinquinamento

Diesel Euro 6D-Temp, la Francia decide di fare dietrofront. O, almeno, queste sono le intenzioni del Ministero dell’Economia dopo anni di demonizzazione del gasolio senza eccezioni in nome dell’ambiente. I motori diesel Euro 6D-Temp più moderni potrebbero essere graziati con un bollino antinquinamento di classe 1, praticamente appena sotto le auto elettriche, le uniche di classe superiore.

La proposta sarebbe quella di classificare questi motori a gasolio con la stessa classificazione che attualmente viene data alle auto a benzina più moderne, cioè quelle Euro 5 e 6. Si tratta nello specifico dell’attribuzione del bollino con livello Crit’Air 1, ovvero la categoria più pulita tra i non elettrici, che fino a questo momento non è stata riservata ad alcuna motorizzazione diesel. Ai diesel spetta al massimo il bollino con livello Crit’Air 2. Per ora si tratterebbe solamente di una proposta avanzata dal dicastero dell’economia. Non poche, però, le perplessità degli esperti di ecologia a riguardo.

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diesel euro 6d temp

Il problema a monte? I bollini francesi

In Francia esiste la classificazione Crit’Air (dal livello 1 al livello 6) con la quale vengono determinate quali sono le aree a traffico limitato in cui i veicoli, a seconda del bollino assegnato, possono circolare. Le auto ibride e quelle a benzina omologate Euro 5 ed Euro 6 hanno il contrassegno Crit’Air 1, quelle diesel anch’esse Euro 5 ed Euro 6 arrivano solo fino al bollo Crit’Air 2. I veicoli più vecchi e inquinanti hanno categorie di bollino inferiori (da 3 a 6) mentre quelle troppo vecchie non hanno alcun contrassegno.

Ognuna di queste zone presenta dei criteri di circolazione ben diversi e già ora nelle città più popolate l’accesso al centro urbano è consentito esclusivamente alle auto con categoria Crit’Air 1. Questo, chiaramente, penalizza notevolmente tutte le vetture diesel più moderne in circolazione.

L’idea è riportare il diesel in prima classe

Diventa facile capire come questo tipo di politica porti ad un non indifferente livello di frustrazione in chi ha da poco comprato un’auto nuova diesel. Pur essendo un diesel Euro 6D-Temp, comunque si vede vietare l’accesso alle zone a circolazione limitata aperte, invece, alle auto a benzina Euro 5. Disparità che può portare ad una multa da 68 a 375 euro a partire dal 1 gennaio 2017.

Una presa di posizione che sta procurando forti ripercussioni anche a livello occupazionale. Infatti, la vendita di auto diesel sarebbe in forte calo (a gennaio 2019 rappresentava il 38% del mercato rispetto al 55% del 2016). Il ministero francese prospetterebbe già che, proseguendo su questa strada, potrebbero esserci problemi occupazionali per 38.000 dipendenti. Ecco perché il Ministero dell’Economia starebbe pensando di dare il bollo Crit’Air 1 anche alle auto a gasolio più recenti. Di diversa opinione il Ministero dell’Ecologia che ritiene questa decisione materia scientifica e non economica.

Uno sguardo alla situazione in Italia

Al momento, in Italia, la città che ha più “scoperto le carte” in tema gasolio è Milano. Dal prossimo anno, infatti, intende istituire la Zona B. Un’area che comprende quasi tutto il centro urbano, nella quale i divieti non saranno limitati alla stagione invernale, ma estesi a tutto l’anno.

Il piano è: vietare l’Area B ai diesel Euro 6 A, B e C già dal 1° ottobre 2025; concedere una deroga fino al 1° ottobre 2028 per questi stessi diesel, se acquistati prima del 31 dicembre 2018 (evidentemente per venire incontro ai tanti automobilisti inconsapevoli delle differenze tra i vari Euro 6); far scattare i divieti anche per gli Euro 6D-Temp e D dal 1° ottobre 2030.

È verosimile che anche altre città, con gli anni, introducano misure analoghe. Il dibattito è già aperto. Anche la stessa Milano potrebbe cambiare le regole strada facendo, almeno in qualche dettaglio.

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