McTer 2019. Spazio al biometano

Al McTer 2019 di San Donato Milanese, lo stesso Paolo Vettori, presidente di Assogasmetano, ha esordito così: «Ci stiamo biometanizzando». La direttrice da seguire si discosta dalla colonizzazione del suolo coltivabile della scorsa decade, tramite la valorizzazione di effluenti zootecnici, residui agricoli e sottoprodotti agroindustriali, la produzione di ‘carbonio addizionale’ (tramite le ‘doppie colture’ o ‘colture di coperture’) e l’incremento del carbonio stoccato nel suolo. Marco Pezzaglia, del Cib, ipotizza 8 miliardi di mc/anno di biometano nel 2030.

Uno sviluppo della normativa per il gas richiesto a gran voce

Al McTer 2019 uno sguardo è andato anche alla situazione sull’attuale normativa vigente. Cristiano Fiameni, del Cig (Comitato italiano gas), ha infatti evidenziato come gli stakeholder stiano sollecitando la gestazione di una normativa che disciplini la qualità del Gnl. Attualmente, il Decreto 2 Marzo 2018, all’art.3, comma 6 “Qualità e sostenibilità del biometano”, prevede che: «Il biometano comunque immesso nei trasporti ai sensi del presente decreto, deve rispettare quanto previsto dal DM 23/1/2012 e s.m.i., secondo le linee guida definite dal CTI per la qualificazione degli operatori economici della filiera di produzione del biometano ai fini della tracciabilità e del bilancio di massa di cui alla UNI/TS 11567 e sue modifiche o integrazioni».

mcter 2019

E alla domanda sulla effettiva sostenibilità del biometano, risponde Antonio Panvini, del Cti (Comitato termotecnico italiano): «È sostenibile il biometano che consente un risparmio di Ghg (CO2eq/MJ) superiore o uguale alle soglie indicate dalla Red».

GAS NATURALE E CUMMINS AL SERVIZIO DEL REGNO UNITO

Al McTer 2019 si è parlato anche di efficienza

Anche Snam è della partita e lo fa giocando la carta dell’efficientamento. Il presupposto riguarda quella frazione del biogas che risulta dissipata durante il processo: circa la metà, pari 10,6 TWh (1,1 Mld di m3 equivalenti di biometano). Una dispersione che sarà drasticamente ridotta dalla riconversione al biometano: entro il 2022 circa 1,1 miliardi di metri cubi prenderanno la strada dei serbatoi di applicazioni stradali.

La strategia di implementazione e ottimizzazione della filiera del biogas prenderà comunque una direzione tripartita: l’upgrading in biometano e l’immissione in rete; per soddisfare la domanda di calore locale, tramite microreti integrate del biogas/calore ed eventualmente di energia elettrica per servire comunità e usi del calore settore agricoltura, silvicoltura, alimentare; la produzione elettrica da biogas «flessibilizzata».

Conclude Giovannio Angius, della Snam: «L’applicazione di tecnologie di cogenerazione ad alto rendimento permetterebbe di recuperare 6 TWh di calore (quasi 600 mln di m3 di biometano equivalente) a parità di feedstock in digestione anaerobica».

Biometano e bio-Gnl

Dal biometano al bio-Gnl l’evoluzione è naturale, come dimostra Cryo Pur, che ha curato il progetto Greenville, esperienza pionieristica di liquefazione di biometano in un contesto agricolo. Ci troviamo ad Omagh, in Ulster, e i reflui zootecnici, mixati ai rifiuti domestici, consentono di ricavare tre tonnellate al giorno di bio Gnl. Ancora upgrading con Etw, cavallo della scuderia Tonissi Power, che applica la tecnologia Psa, totalmente a secco, che si affida a sei serbatoi per assicurare un flusso continuo di biometano e agli zeoliti come assorbitori molecolari.

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