Volvo G13. L’abbiamo provato sull’Fh 460 Lng

GNL che si maschera da diesel

Volvo G13. Gli abbiamo dedicato la copertina di DIESEL Gennaio-Febbraio. Era la stagione del gas naturale liquefatto, freschi reduci dal Tech Day e dalla presentazione del Cursor 13 a Gnl, e dalla pronta replica di Scania all’Ecomondo. Volvo ha reagito con una soluzione tanto affascinante quanto da scoprire: un ciclo diesel alimentato, dopo l’accensione spontanea a gasolio, con il Gnl.

Ora i cugini della rivista Vado e Torno hanno messo alla frusta il Volvo Fh 460 Lng, equipaggiato proprio dal Volvo G13, l’eccentrico esacilindrico svedese.

TRE PICCIONI CON UNA FAVA…

volvo g13

Volvo G13 e Fh 460 Lng

Una coppia perfetta, in termini di binomio. E la coppia, alias momento torcente? Nei 400 chilometri del test, la sintonia con il cambio robotizzato a 12 marce I-Shift si è fatta sentire, contribuendo anche a calmierare i consumi.

Il 6 cilindri in linea di 13 litri alimentato a gas naturale liquefatto, che Volvo Trucks propone in due differenti  460 e 420 cavalli (338 e 309 chilowatt) a 1.900 giri con 2.295 e 2.100 Newtonmetro, disponibili nell’arco tra da 1.000 a 1.400 giri. I progettisti di Göteborg hanno sviluppato un sistema di iniezione con due diversi condotti di alimentazione, uno per il metano l’altro per il gasolio. Una volta immesso in camera di combustione il gas da miscelare con l’aria, nel momento in cui la risalita del pistone fa aumentare pressione e temperatura, una precisa micro iniezione di gasolio favorisce la detonazione per compressione. Il motore pesca la linfa vitale dal serbatoio criogenico da 495 litri di capacità (205 chili), collocato sul lato sinistro, firmato dall’austriaca Sag (protagonista del progetto HDGas), al cui interno è annegato un modulo pompante preposto all’invio del metano liquido al vaporizzatore. Nella fase successiva il gas viene trasferito al dosatore, a sua volta interfacciato con la pompa del gasolio, che invia la quantità di carburante richiesta. C’è poi un circuito di ritorno del gas in eccesso che torna così al serbatoio (da sotto, per facilitare il ritorno alla fase liquida). Il sistema Volvo prevede poi la presenza di altri due serbatoi, uno per il gasolio (170 litri) l’altro per l’Adblue (64 litri), entrambi piazzati nel passo, sul lato destro. Col criogenico più grande (gli altri sono da 155 e 115 chili), Volvo indica un’autonomia di circa 800 chilometri. 

Il Volvo Fh 460 Lng secondo Vado e Torno

volvo g13

A seguire qualche stralcio dell’impressione di guida riportata sul numero di Luglio-Agosto 2018 dalla rivista Vado e Torno.

«Abbiamo l’occasione, la prima dopo l’assaggio-anteprima in Svezia (Vado e Torno n.10/2017), di accompagnare il pesante svedese metanizzato, da Misano fin sù, alla sede di Volvo Trucks Italia a Zingonia. Quattrocento chilometri risalendo dalla riviera alla bergamasca, per approfondire la conoscenza del trattore Fh alimentato a Lng nella declinazione più muscolosa, quella di 460 cavalli. In questa occasione agganciato, grazie alla disponibilità di Multiservice, a un semirimorchio frigorifero Kässbohrer Sri C/10 allestito con gruppo Carrier».

Volvo G13, Volvo Fh e il conforto dell’autista

«La prima curiosità è quella di verificare comfort, rendimento e soprattutto l’efficienza di un pesante stradale metanizzato, contrariamente alla scelta operata, ad esempio, da Iveco. Tutto questo senza rinunciare ai vantaggi assicurati dal ciclo diesel, accreditato di un 25-30 per cento di maggiore efficienza rispetto a un propulsore ciclo Otto (con candele). Beneficio che in termini pratici si traduce in minori consumi».

«La dotazione in termini di sicurezza è in linea con la migliore tradizione Volvo: dall’Ebs al controllo della stabilità Esp, dalla frenata d’emergenza Hwss al controllo della corsia di marcia Lss. Infine il freno motore Veb Plus a tre stadi (con leva al volante) e il rallentatore idraulico Compact».

«Interfacciandosi con il sistema di cruise predittivo e sfruttando la combinazione con l’utilissima funzione Ecoroll, l’I-Shift assicura progressività e fluidità di marcia anche nei tratti più guidati. Una configurazione che contribuisce a mantenere a bada i consumi. Anche considerando il minore prezzo alla pompa del metano liquido, un dettaglio nient’affatto trascurabile».

 

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